@alina.malova
San Giovanni Evangelista a Patmos. Visione apocalittica con la Vergine e il drago, scuola fiamminga, ca. 1620
San Giovanni Evangelista a Patmos. Visione apocalittica con la Vergine e il drago, scuola fiamminga, ca. 1620
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VENDUTO
San Giovanni Evangelista a Patmos. Visione apocalittica con la Vergine e il drago, scuola fiamminga, ca. 1620
Olio su rame, 30 × 22,5 cm (senza cornice)
Fiandre, primo terzo del XVII secolo
Seguace di Maarten de Vos (Anversa, 1532–1603)
San Giovanni Evangelista è raffigurato seduto sull'isola di Patmos, accanto alla sua aquila, mentre scrive l'Apocalisse. Sopra di lui si dispiega la visione celeste della Vergine "vestita di sole", coronata di stelle e affrontata dal drago rosso a sette teste.
La composizione si basa sulla celebre incisione di Johann Sadeler I, realizzata intorno al 1580 su un disegno perduto di Maarten de Vos. Quella stampa, ampiamente diffusa ad Anversa e nell'Europa settentrionale, divenne una fonte fondamentale per le successive interpretazioni fiamminghe dell'Apocalisse. In questa versione, il pittore reinterpreta il modello con personale invenzione e libertà atmosferica, arricchendolo con un paesaggio luminoso e raffinate armonie cromatiche.
Gli angeli che circondano la Vergine, resi con trasparenze argentee e corpi quasi spettrali, costituiscono un elemento straordinariamente originale nella pittura fiamminga del primo Seicento. La loro presenza spettrale sospesa nella luce suggerisce sia immaginazione che maestria tecnica.
Lo sfondo, con il suo ponte ad arco e le acque calme, fonde osservazione naturale e fantasia creativa. Il drago, con la sua forma sinuosa e decorativa, aggiunge un accento manierista e visionario alla sacra visione.
Questo piccolo dipinto su rame esemplifica il virtuosismo degli artisti fiamminghi che sfruttavano le proprietà riflettenti del supporto metallico. I verdi a base di rame, con scintillanti sfumature smeraldo e turchese, contrastano con i rossi intensi e i riflessi dorati che ravvivano drappeggi e architetture, creando una luminosità interiore di notevole intensità.
Stato di conservazione: la veste della Vergine e alcune aree marginali presentano ritocchi molto delicati, dovuti alla naturale minore adesione dei pigmenti al rame. Nel complesso, il dipinto conserva un'eccezionale vitalità cromatica e si presenta in buone condizioni, con la sua brillantezza originale sostanzialmente intatta.
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