@alina.malova
Salvino Marsura (Treviso, 1938- 2020) Composizione - dipinto astratto con elementi in ferro.
Salvino Marsura (Treviso, 1938- 2020) Composizione - dipinto astratto con elementi in ferro.
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Salvino Marsura (Treviso, 1938-2020) Composizione - dipinto astratto con elementi in ferro. Dipinto - composizione realizzata con tecniche miste: pittura, scultura, applicazioni di “Ready-made rettificato”, collage e resine. Firma con etichetta cartacea inserita nell'opera in basso a destra.
A causa della tecnica sperimentale dell'opera sono presenti alcune imperfezioni, evidenziate nelle foto.
Partendo da una tela, dal dipingerla, l'artista stende la resina e affonda gli oggetti in vari materiali come nel mare primordiale della creazione: carta, rottami di ferro, granelli di pigmenti, persino un piccolo timbro.
L'insieme assume l'aspetto di un paesaggio "astronomico" esploso: un universo che si crea, un'energia che emana dalle stelle. La gamma, prevalentemente nei toni caldi del rosso, è adatta al lavoro del fabbro: fuoco, calore, trasformazione.
Indubbiamente la vicinanza della città di Venezia, con l'apporto di idee provenienti dalle Biennali veneziane, non può non aver influenzato Marsura. In particolare possiamo suggerire analogie con alcune opere di Edmondo BACCI (amato da Peggy Guggenheim) e Fontana (per la materia e i concetti di spazio rovesciato).
Salvino Marsura possedeva la sapiente manualità di un fabbro, la visionaria esuberanza creativa e concettuale di un artista che si confrontava con le avanguardie del XX secolo.
La sua galleria d'arte nella città di Treviso era famosa, e uno degli inviti è incluso all'interno della nostra composizione. Un dettaglio curioso è l'uso di una tela classica, montata su telaio in legno, ma dipinta sul retro, creando un gioco spaziale, invertendo lo spazio sul retro della tela. Mentre sul lato liscio sono applicate piccole assi di legno grezzo che conferiscono un effetto materico, in linea con le creazioni dell'Arte Povera. A matita troviamo il titolo (Omaggio a Buzzati) e la scritta "Pittura di Salvino Marsura".
Il dipinto, o meglio, la composizione polimaterica, proviene direttamente dallo studio dell'artista, che vi rimase fino alla sua morte. I dipinti di Salvino Marsura sono particolarmente rari, mentre i suoi arredi architettonici, tavoli e lampadari con base metallica lavorati come vere e proprie sculture in stile brutalista sono già molto apprezzati sul mercato.
A questo punto merita di dire qualcosa di più su chi era SALVINO MARSURA. Nato a Treviso nel 1938, Marsura inizia a confrontarsi con la pratica e i linguaggi della scultura e della pittura fin da giovanissimo, nella seconda metà degli anni Cinquanta. In particolare, è stato allievo del "poeta del ferro" Toni Benetton, lavorando per anni nella sua fucina, dello scultore Sergio Storel e del maestro Mario De Tuoni.
Maestro del ferro e dei metalli, attivo a Treviso da oltre 60 anni. Iniziò come allievo di Toni Benetton. Nel 1972 gli fu conferito, oltre a numerosi altri premi, il premio europeo "Griffone d'Oro", mentre nel 1973 l'Accademia Tiberina gli conferì, per la validità della sua forma artistica, la "Medaglia d'Oro dell'operosità-aristocrazia del lavoro" dell'Unione della Legione Aurea. Marsura è noto nel trevigiano anche per la sua attività di gallerista con sede in città in Piazza San Leonardo e per il dono alla sua città di un'opera, intitolata "Grattacieli dell'anno 7000", che è ancora oggi presente al centro di una delle aiuole di Piazzetta Trentin a Treviso.
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