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@alina.malova

Ritratto romantico di una donna in abiti orientali tra rovine greche, ca. 1840

Ritratto romantico di una donna in abiti orientali tra rovine greche, ca. 1840

Prezzo di listino €1.500,00 EUR
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Figura femminile in abito orientale tra le rovine della Grecia romantica

Olio su tela, 61 × 46 cm (senza cornice), 74 × 57 cm (con cornice)

Inizio-metà del XIX secolo

Una giovane donna è in piedi tra rovine classiche, vestita con un costume di ispirazione orientale, un copricapo con nappe dorate, maniche trasparenti e scarpe a punta. La sua postura aggraziata, in bilico tra teatralità e malinconia, evoca il fascino romantico per l'Oriente e la perduta grandezza dell'antica Grecia.

L'opera si inserisce nel clima del filellenismo, un movimento culturale diffusosi nell'Europa del XIX secolo a sostegno della lotta greca contro l'Impero ottomano.

Medora , bella e dolorosa, tra rovine naturali e ricordi impressi, richiama da vicino l'atmosfera di questo dipinto, riecheggiando i gesti di desiderio e solitudine che si ritrovano nelle eroine di Byron con lo sguardo rivolto verso il mare. Allo stesso modo, Haidée , la giovane greca del Don Giovanni, incarnazione di dolcezza e libertà ideale, sembra riflettersi in questa visione di malinconia romantica e fuga immaginaria.

La presenza di una fede nuziale sulla mano della donna, tuttavia, suggerisce che questa potrebbe non essere una figura puramente allegorica, ma piuttosto un ritratto reale. Potrebbe, in un'ipotesi plausibile, rappresentare Giuseppina Turrisi Colonna (Palermo, 1822-1848), un'eminente poetessa e intellettuale italiana. Giovane donna di lettere e teatro, condivise con il marito, Giuseppe De Spuches – ellenista e ammiratore di Byron – una profonda passione per la cultura greca e la letteratura romantica. Il costume potrebbe quindi alludere a una rappresentazione teatrale o a un'imitazione letteraria di un'eroina byroniana in un contesto filoellenico e artistico.

In questo senso, la composizione richiama il modello allegorico stabilito da Delacroix, dove la donna orientale tra le rovine divenne un emblema della Grecia stessa. Durante gli anni Venti e Trenta dell'Ottocento, numerosi artisti adottarono questo linguaggio visivo, seguendo la celebre Grecia sulle rovine di Missolungi (1826) di Delacroix, dipinta in omaggio a Byron, morto a Missolungi nel 1824. A Parigi, diverse "Esposizioni a beneficio dei Greci" presentarono sia scene storiche della Guerra d'Indipendenza greca sia soggetti tratti dalla poesia di Byron, sottolineando l'inscindibile legame tra Romanticismo e ideale filellenico.

Tela rintelata, in buone condizioni.

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