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@alina.malova

Fuga in Egitto tra rovine e architetture antiche

Fuga in Egitto tra rovine e architetture antiche

Prezzo di listino €2.500,00 EUR
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Pittore nordico attivo tra Roma e l’area dei Paesi Bassi, XVII secolo

Olio su tavola, supporto parchettato

 

Misure con cornice: 64 × 41 cm

Misure senza cornice: 55,5 × 32 cm

 

La composizione raffigura l’episodio della Fuga in Egitto ambientato in un paesaggio di carattere romanizzante, dominato da rovine antiche e da una piramide che si staglia sullo sfondo. L’inserimento di questo elemento, tipico dell’immaginario antiquario romano, stabilisce un raffinato gioco di rimandi tra Roma idealizzata ed Egitto biblico, fondendo luogo sacro e paesaggio archeologico in una visione colta e artificiale.

 

La composizione paesaggistica rimanda con evidenza ai modelli della Roma tardo-cinquecentesca e primo-seicentesca, con vedute di rovine e costruzioni antiche che sembrano derivare da disegni e stampe dell’ambito di Paul Bril e Matthijs Bril, così come dalla tradizione grafica diffusa dai pittori nordici attivi a Roma, tra cui Willem van Nieulandt, che già nei primi decenni del Seicento elabora vedute di rovine romane in chiave immaginaria e sognante, anticipando una sensibilità che diventerà centrale solo più tardi nel genere del capriccio.

 

La grande quinta arborea, costruita come elemento strutturale della scena, rimanda a modelli riconducibili ad Adam Elsheimer e costituisce un’ulteriore testimonianza della familiarità del pittore con la produzione nordica sviluppata a Roma. Il paesaggio è organizzato attraverso piani successivi, con un primo piano ombreggiato, aperture centrali e lontananze segnate da corsi d’acqua e architetture, secondo un impianto spaziale consapevole e aggiornato.

 

La resa delle figure, più sobria rispetto alla complessità del paesaggio, suggerisce una prassi collaborativa o una distinzione di ruoli tra paesaggista e figurista, modalità frequente nell’ambiente romanista nordico. L’opera faceva parte di una coppia, concepita verosimilmente come pendant, destinata a un collezionismo colto e sensibile al dialogo tra soggetto sacro e paesaggio di invenzione antiquaria.

 

Stato di conservazione: buono stato generale; superficie con patina coerente con l’età dell’opera.

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