@alina.malova
Maiolica Castelli, piatto con rovine classiche, Nicola Cappelletti, atelier.
Maiolica Castelli, piatto con rovine classiche, Nicola Cappelletti, atelier.
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Maiolica di Castelli, piattino con trottola e rovine classiche, attribuito a Nicola Cappelletti, XVIII secolo
Maiolica policroma invetriata (grand feu)
Diametro: circa 17,5 cm
Piatto decorativo Castelli dipinto in maiolica, raffigurante una scena rurale: una giovane donna vestita di blu siede su una roccia e fila con una conocchia e un fuso, in un paesaggio tranquillo e attentamente composto. Alle sue spalle, un sole radioso che filtra tra le nuvole – spesso interpretato dagli studiosi come una firma visiva distintiva di Nicola Cappelletti (1691–1767) – illumina una quercia contorta e delle rovine classiche sulla destra.
Il paesaggio è strettamente correlato a un tondo conservato al Museo Nazionale di Ravenna, anch'esso attribuito alla bottega dei Cappelletti, con cui condivide analoghe caratteristiche architettoniche e botaniche. Come era consuetudine nella produzione di Castelli, i pittori traevano spesso ispirazione dalle incisioni francesi del XVII secolo, in particolare da quelle di Gabriel Perelle, ampiamente diffuse tra i decoratori ceramici italiani.
La tavolozza dei colori – blu cobalto, verde rame, ocra, bruno manganese e arancione – è tipica della maiolica grand feu di Castelli del XVIII secolo. In basso a destra, accanto al piede della figura, è visibile un'impronta digitale lasciata dal pittore mentre la vernice era ancora fresca. Un piccolo difetto di cottura è visibile anche sul bordo, vicino alla colonna di destra.
Retro smaltato di bianco, non decorato.
Materiali
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Dimensioni
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Informazioni sulla cura
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