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@alina.malova

Ernst Neizvestny, I Peccati, acquaforte, arte non conformista sovietica, 1966.

Ernst Neizvestny, I Peccati, acquaforte, arte non conformista sovietica, 1966.

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Ernst Neizvestny, I Peccati, incisione dell’arte non ufficiale sovietica, 1966

Ernst Neizvestny (1925–2016)
I Peccati (Grekhi), 1966

Acquaforte su carta
Foglio: 31,3 × 23 cm
Impronta della lastra: 20,2 × 14,4 cm

Esemplare firmato, datato e titolato a mano a matita dall’artista.

Quest’opera appartiene al primo e fondativo periodo della produzione grafica di Ernst Neizvestny, nella metà degli anni Sessanta, fase decisiva per la storia culturale dell’Unione Sovietica. Dopo decenni di controllo ideologico rigoroso e l’imposizione del realismo socialista come unico linguaggio artistico ammesso, prende forma un’arte non ufficiale, sviluppata al di fuori delle istituzioni e caratterizzata da una forte tensione etica e critica.

Neizvestny si afferma in questi anni come una delle figure centrali di questo contesto. La sua opera, sia grafica sia scultorea, è incentrata sulla condizione umana, sul conflitto morale e sulla responsabilità individuale. In I Peccati la composizione è densa e serrata: corpi frammentati, mani ingrandite, volti-maschera ed elementi organici si intrecciano in una struttura compatta. Il segno inciso, energico e stratificato, talvolta più ruvido, suggerisce un’acquaforte condotta prevalentemente all’acido, con possibili interventi prossimi alla puntasecca, che accrescono l’intensità espressiva dell’immagine.

Le figure ibride, spesso riconducibili all’immagine dell’uomo-centauro, insieme al ricorrente motivo della maschera, costituiscono un vero e proprio leitmotiv nell’opera di Neizvestny. Tali elementi rimandano a una visione tragica dell’umanità, divisa e frammentata, sospesa tra pulsioni arcaiche, coscienza morale e memoria storica. Questa iconografia, già pienamente presente in questo foglio, attraverserà tutta la sua produzione successiva.

Gli anni 1965–1967 coincidono inoltre con una fase di intenso dialogo con la letteratura. In questo periodo Neizvestny lavora a progetti grafici legati a grandi testi della tradizione europea e russa, in particolare Dante Alighieri e la Divina Commedia, così come Fëdor Dostoevskij, soprattutto Delitto e castigo, le cui illustrazioni verranno pubblicate nel 1969. Nel 1966 realizza anche disegni e incisioni per la raccolta poetica Lyrical Etudes di Eduardas Mieželaitis. Per datazione, iconografia e linguaggio formale, I Peccati può essere interpretato come foglio autonomo o preparatorio, nato all’interno di questo ampio campo di ricerche visive, senza essere necessariamente confluito in una pubblicazione.

Il confronto tra arte non ufficiale e autorità culminerà con la celebre Bulldozer Exhibition di Mosca nel 1974, mostra di artisti non conformisti sgomberata con la forza dalle autorità e divenuta un simbolo internazionale della repressione culturale sovietica.

Strettamente legato agli ambienti intellettuali dissidenti, Ernst Neizvestny intrattenne un rapporto di amicizia con il poeta Evgeny Yevtushenko, figura di primo piano della poesia impegnata degli anni Sessanta. Nel 1976 lasciò l’Unione Sovietica, stabilendosi dapprima in Svizzera e poi negli Stati Uniti, dove proseguì una carriera di respiro internazionale, realizzò importanti opere monumentali e svolse attività didattica. Dopo la perestrojka e la dissoluzione dell’URSS, partecipò anche alla vita pubblica e politica della Russia negli anni Novanta.

Le opere di Neizvestny sono oggi conservate in importanti istituzioni internazionali, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, nonché la Galleria Tret’jakov e il Museo Russo. Un museo dedicato alla sua opera è stato istituito a Ekaterinburg.

Le acqueforti autografe realizzate da Ernst Neizvestny negli anni Sessanta sono considerate rare. Spesso stampate in tirature molto limitate o conservate come prove indipendenti, si distinguono per la loro precocità, la forza espressiva e il diretto legame con la fase fondatrice dell’arte non ufficiale sovietica.

 

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